Panta Rei

13 Agosto 2017, Rifugio Vittorio Emanuele II, metri 2732 sul livello del mare. Una di quelle serate da rifugio, prima di andare a dormire presto perchè il giorno dopo si va sul Gran Paradiso. Sono seduto a un tavolo di legno con Marco, beviamo una grappa e ci raccontiamo qualche cazzata mentre giochiamo a briscola. Ma lo sai che l’anno prossimo sono già vent’anni che il Panta ha vinto Giro e Tour? – dico io a Marco. Io avevo sette anni, Marco due, ma lo sappiamo entrambi, ovviamente. C’è da fare qualcosa per ricordarlo, penso. La seconda grappa, una partita persa al 61 e nasce 98double. Un Everesting per Marco Pantani, la stessa salita, su e giù, fino ad arrivare al dislivello dell’Everest, 8848 metri, in una sola volta, perché uno come il Panta lo puoi ricordare solo su una strada che punta verso il cielo. Tu sei pazzo – dice Marco. 

Settembre 2017 – Dicembre 2017, Legnano. Tre mesi in cui capisco che forse Marco ha ragione.Vado in bici solo da un anno. Anche se vivo e parlo di ciclismo da una vita le parole non spostano di un centimetro le biciclette, diceva Moser. Allora inizio a programmare e progettare. Scelgo una data, 9 settembre,e scelgo una salita, Oropa. Il simbolo dell’impossibile che diventa possibile con la rimonta più bella della carriera di Pantani, forse della storia del ciclismo.
Cerco anche un preparatore che ci voglia provare. Lo trovo a Catania; è Paolo Alberati, che di mestiere scopre e prepara talenti tipo Egan Bernal. Accetta di donare questa sorta di 5×1000 del Vo2 Max alla causa e siamo pronti a partire. Ne parlo anche a un po’ di gente. Tu sei pazzo – dicono tutti.

13 Gennaio 2018, Oropa. Auguri Panta. Inizia ufficialmente il progetto 98double, apro il blog (98double.cc) e rendo pubblica al mondo la mia follia nel giorno del suo compleanno. Inizia tutto facendo una volta la salita di Oropa, la stessa che il 9 settembre dovrei fare 13 volte di fila. Sembrano un’infinità. Tu sei pazzo – mi dico da solo. 

9 Febbraio 2018, Catania. Test con Paolo. 72,5 kg, 324 watt alla soglia, quindi 4.46 W/Kg. Dice Paolo che per l’Everesting si deve arrivare almeno a 5 W/Kg. Mi fa un programma di allenamento e mi da una linea alimentare. A me che ho più Kom nel beer pong che nel ciclismo. Questo è pazzo – credo che pensi Paolo. 

10 Febbraio – 7 Settembre 2018, in giro per il mondo. Scopro che – cazzo – la vita da atleta forse non fa per me. I rulli diventano i miei migliori amici – di norma ci frequentiamo dopo le 22.30, due o tre volte la settimana – e comincio a fare ripetute, le prime della mia vita. Nei weekend invece porto a spasso la bici, per ricordarmi quanto è bello stare in sella per il solo gusto di farlo. Ad agosto faccio una prova. Otto volte Oropa, per capire tempi e progettare la giornata. Ad agosto faccio una prova. Otto volte Oropa, per capire tempi e progettare la giornata. Tu sei pazzo – mi ri-dico da solo.  – mi ri-dico da solo. 

8 Settembre 2018, Oropa. Peso 66 kg, 341 watt. 5,16 K/Kg. Tutto sotto controllo, tutto studiato. Ma come nella vita anche qui non si può programmare proprio tutto e scopro che il giorno dopo ci sarà la festa della mucca pezzata sul piazzale del Santuario. Il giorno più trafficato dell’anno. Non benissimo, ma ormai ci teniamo anche le mucche e prepariamo tutto per il giorno dopo. Bicicletta, panini, barrette, vestiti, luci e computer. Tutto pronto, si parte alle 4.00 AM. Obiettivo finire prima del tramonto. Tu sei pazzo – mi dice la signora del B&B dove dormo. 

9 Settembre 2018, ore 3.30, Favaro. Ci sono otto persone sveglie e pronte a darmi una mano in questa follia. Quasi mi sento un pro, sicuro mi sento in imbarazzo. Parto alle 4.10, le prime due salite al buio sono bellissime, sto bene e seguo la tabella di marcia alla perfezione. Mangio, bevo, mi cambio. Tutto come programmato. Sorge il sole e  fino alla settima una favola. La otto, la nove e la dieci sono le salite più dure. Sono in bici da 9 ore e non vedo la fine, vedo i battiti che scendono. Inizio a preoccuparmi.

Salita undici e dodici, Francesco e Amedeo – che è un ragazzo che non conosco fino al secondo prima – mi salvano la vita e mi trascinano in cima. Salita tredici, sento di avercela fatta e mi gusto la fine. Chi era il pazzo? – mi chiedo con un mezzo sorriso.

9 Settembre 2018, ore 18.40, Oropa. Sgancio le tacchette e leggo sul Garmin: 9090 metri di dislivello, 14 ore e 30  in bicicletta. Prosecco, tanta gente a festeggiare. Quasi mi sento un pro, sicuro mi sento in imbarazzo. Ma è tutto bellissimo. Sono pazzo, di gioia però.

Non si può discendere due volte nel medesimo fiume, diceva Eraclito. Perchè tutto scorre, Panta Rei. Perchè l’acqua del fiume non è mai la stessa. In 14 ore e 30 ho capito che non si può nemmeno salire due volte (o tredici) per la stessa salita. Non è la strada che cambia, quella rimane, ma sei tu che a ogni giro sei una persona diversa, mai la stessa. Panta Rei, per un tributo a Pantani. Roba da pazzi.


Questo articolo è comparso su Alvento, numero 2, in edicola da Novembre. E vederlo sulla carta è anche molto figo. Secondo me conviene andare a chiederlo al vostro spacciatore di fiducia.

Foto di Edoardo Civiero

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