Niente stupidate, grazie

Ehi pelato, hai visto?
Te lo avevo promesso il 13 gennaio per il tuo compleanno e ti avevo chiesto di aspettare il regalo fino al 9 settembre. Perché non volevo farti uno di quei regali inutili, quelli che quando li consegni dici ti ho portato un regalo, ma è una stupidata.

Se è una stupidata te la puoi anche tenere, vorrei rispondere tutte le volte. Perché per fare un regalo bello bisogna conoscersi bene, pensare, programmare e qualche volta fare anche qualche sacrificio.

E allora eccolo qui, il mio regalo. Te lo avevo promesso ed è qui. Non è pulito, infiocchettato,preciso. È sudato, appiccicoso di maltodestrine, un po’ stanco e malandato. Ma è per te e per ricordare la doppietta dopo vent’anni. Perché a ricordarla solo a parole lo hanno fatto in tanti, ma era come regalarti una stupidata.

L’aspetto interessante dei regali belli è che alla fine è più soddisfatto chi li fa di chi li riceve. E io sono felicissimo di aver pensato di farti proprio questo, di regalo. Perché prepararlo è stato un viaggio bellissimo e impacchettarlo è stata un’esperienza difficile da raccontare. Partiamo dalla fine allora.

Edoardo Civiero Everesting

Le 4.10 di una domenica mattina a Biella. 8 persone che sono lì solo per te. Chi a fare fotografie, chi a fare video, chi per fare il DS, chi per fare il meccanico. Partire forte. Troppo forte? Bho, magari sì, ma finchè si sta sotto i 160 battiti va bene così. La salita al buio nel silenzio, la discesa con gli abbaglianti della macchina. Ma quanto è bello andare in bicicletta al buio?

edoardo civiero foto

Altra gente che arriva alle 6 di mattino. La catena che cade due volte. Un segno del destino su questa salita, forse. L’alba. La salita con il ciack in mano. Amici che si presentano per pedalare insieme. Qualche sconosciuto che ti saluta con un cenno di intesa. La torkx dell’8 per il reggisella. Gli amici che ti rincorrono sulla strada mentre grigliano e disegnano il simbolo per terra. Uno a ogni salita, fino a tredici.

Edoardo Civiero immagini

La trombetta da stadio. Le barrette, le maltodestrine, i gel, i panini. Lo stomaco chiuso che fai fatica a mangiare. I battiti che non salgono. L’ottava salita, maledetta. La nona salita e le bestemmie su quella maledetta bandiera danese prima di Favaro. Litigare con un carabiniere. Vuole farmi la multa perchè sto facendo troppe volte la salita? Il maledetto traffico della sagra della mucca o di come si chiama. La decima salita e la sosta al camper. Voglio una birra ma ne mancano ancora tre. L’undicesima salita con Francesco. La dodicesima e la tredicesima con Francesco e Amedeo.

Francesco Franchi bici

Ma dove sarei finito senza di loro? La borraccia lunga di Fra. La caduta all’ultima curva. Le 18.40 di una domenica pomeriggio ad Oropa, a leggere i dati di un Everesting appena finito. Il prosecco e il brindisi.

9090 metri di dislivello
13 ore, 34 minuti, 20 secondi in movimento
14 ore, 30 minuti e 8 secondi totali
258 km totali
8189 calorie consumate
108242 battiti del cuore
52910 pedalate

Edoardo Civiero immagini

Vorrei scrivere un milione di cose su quello che è successo e su quello che ho provato. Le scriverò, ma non ora. Ora è solo il tempo di dire grazie, perché questo è un viaggio che non avrei mai potuto fare da solo e che ha avuto tanti protagonisti.

A tutti quelli che mi hanno dato del pazzo e mi hanno detto che era impossibile. Siete stati fondamentali.

A Titici, Proaction, Garmin, Elite, Pirelli e Alba Optics. Non per i prodotti, fondamentali, ma perché sono sempre le persone che fanno la differenza. E in ognuna di queste aziende ci sono state persone che hanno creduto in questo progetto e hanno fatto questo viaggio insieme a me. Roberto, Mattia, Ilenia, Annalisa, Stefano, Maria, Silvia, Marco, Mattia e Luca. Abbiamo imparato a conoscerci, ci siamo confrontati. Ci siamo appassionati insieme, mi avete motivato. Spero che questo viaggio sia stato bello e utile almeno quanto vi aspettavate.

A Castelli. Ci conosciamo da un mese, mi avete supportato come ci conoscessimo da una vita. Se il fatturato si misurasse in passione per la bici saremmo più grandi di Amazon e Google messe insieme. Menzione speciale per Edo, eroe del weekend, fotografo che riesce quasi a farmi sembrare un ciclista vero.

Edoardo Civiero

A Paolo Alberati. L’Everesting è finito il 9 settembre, quello che ho imparato non lo dimenticherò mai. Dall’alimentazione all’allenamento. E poi le tirate d’orecchie per “la vita da corridore”, ma anche le rassicurazioni nei momenti difficili. Quando la competenza incontra la sensibilità e l’umanità vengono fuori i preparatori di un livello superiore.

A chi ci ha creduto da subito, senza fare nomi. Anche quando forse anche io pensavo fosse una follia, quando mi sono preso del pazzo dall’80% delle persone a cui raccontavo di questa cosa.

Alla mia famiglia. Chissà quante volte si sono chiesti perché, mai una volta che non mi abbiano dato una mano. E poi fatelo voi un Everesting con il DS in ammiraglia per 14 ore. Cambia tutto.

Edoardo Civiero Immagini

A tutti quelli con cui abbiamo fatto anche solo 5 km di strada insieme, a quelli con cui abbiamo condiviso vacanze ciclistiche, granfondo, allenamenti.

Ad Allev, Edo, e il DS. Il team del sabato sera e della domenica notte.

A Samuele. Il meccanico ufficiale, presente alle 3.30, ma anche uno dei primi a darmi del pazzo ma a crederci veramente e fare il possibile per rendermi la vita più facile. Basta che non gli facciate fare pronostici ciclistici, su tutto il resto è una garanzia.

Ad Alessandra e Fabio. La salita insieme è stata la più bella. Non vedo l’ora di vedere cosa uscirà dalle vostre mani.

Edoardo Civiero

A Guzz e Ale. Quando vi ho visto arrivare alle 4 e 10 non ci credevo.

Agli amici di sempre che sono venuti e hanno fatto gli ignoranti tutto il giorno tra birre, salamelle e trombette da stadio. Eravate bellissimi, tranne Olivaris, Olivaris con quel cappellino era inguardabile. Era importante avervi con me.

edoardo civiero

A Miriam, che ha seguito questo Everesting da vicino e che alla fine, come al solito, ha scritto un pezzo bellissimo.

A chi avrebbe voluto esserci. Ma per le macchine ferme in autostrada o perché era dall’altra parte d’Europa non era lì fisicamente. C’eravate lo stesso.

Civiero Edoardo

A chi ha fatto Milano – Biella in un’ora ed è arrivato comunque tardi. Ma chissenefrega, l’importante era esserci per essere il primo a darmi del pazzo quando questa era solo un’idea lontanissima. 

A chi è venuto a fare una salita insieme. Alberto, Piero, Giacomo, Vazz, Marina, Max e Enzo. Mi dispiace se abbiamo fatto pochi metri insieme o se ci siamo solo incrociati. Avremo tempo di recuperare.

A chi è venuto a fare una salita insieme, senza che ci conoscessimo. Una gioia per il cuore.

Edoardo Civiero foto

A Francesco e ad Amedeo. Senza di voi le ultime salite sarebbero state durissime. Gregari incredibili.

A Marco. Alla fine il regalo lo hai fatto tu a me.

 

[Foto: Edoardo Civiero]
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