[3 di 4] Elettronica

Il titolo del terzo appuntamento (dopo quello sulla bici e quello sulla strategia alimentare) è stato piuttosto complicato. Poteva essere semplicemente Garmin ma sarebbe stato troppo semplice. La verità però è che trovare un nome che accomuni tutto ciò di elettronico, digitale o solamente elettrico che userò il 9 settembre è praticamente impossibile. Il minimo comune denominatore è solo e semplicemente chi produce tutto questo, cioè quei santi uomini di Garmin.

Partiamo dalle basi. Perché un Everesting venga convalidato è necessario inviare il file dell’attività o il link all’attività Strava agli organizzatori. Va da sé, quindi, che tutta l’attività vada registrata. Da inizio a fine.
Ora, come per tutti i miei giri in bici userò il mio Garmin 820 per registrare l’attività.
Problema: i computer da bici sono pensati per la gente normale e non per malati di mente. Ovvero la batteria di norma dura massimo 11-12 ore. Per arrivare alle 15-16 previste ci sarà una batteria esterna, sempre Garmin, per estendere la durata praticamente all’infinito.

Garmin Everesting

Sempre il Garmin 820 sarà il centro del sistema che mi permetterà di gestirmi durante tutto l’Everesting. Ricordate il discorso dei battiti per controllare il consumo di calorie? Ovviamente sarà una fascia cardio Garmin a darmi questa indicazione, che unita ai dati del misuratore di potenza (i pedali Vector 3) mi daranno un’indicazione dell’intensità dello sforzo. Confrontando i dati sulla frequenza cardiaca e sulla potenza avrò un’idea anche di quanto la prestazione calerà ora dopo ora.

misuratore potenza garmin pedali vector 3

Di norma il dato sulla potenza è quello più oggettivo e che risente meno delle variabili ma nel caso dell’Everesting sarà importante tenere sott’occhio la frequenza cardiaca vista la durata dell’evento. In ogni caso fino ad oggi il misuratore di potenza ha radicalmente cambiato, in meglio, la qualità del mio allenamento per arrivare a questo appuntamento.

Altri dati che terrò ben in evidenza sullo schermo oltre a frequenza cardiaca e potenza:

  • durata da inizio attività
  • frequenza di pedalata, restare agili farà la differenza
  • VAM (velocità ascensionale media, il dato più oggetivo per misurare il rendimento in salita)
  • pendenza, non serve spiegare perché
  • dislivello totale, non serve spiegare perché

Marco Pantani non sapeva nemmeno cosa fossero tutti questi dati probabilmente. Non mi serve guardare la potenza – diceva – vado solo a sensazione. Il test non era un FTP ma una salita del Carpegna o del Passo Ciola. I numeri non contavano più di tanto. Ma c’è chi può, e chi non può. E chi può è forse l’1% di chi va in bici. Per tutti gli altri, senza i dati non si va da nessuna parte.

garmin varia anteriore

Finita qui? Neanche per sogno. Perché come abbiamo già visto si parte alle 4 di mattina, con due ore di buio. E allora serviranno la luce frontale Varia UT800 e quella posteriore Varia Radar. Anche loro si controllano direttamente dal computer che monterò sul manubrio. Lascerò che sarà lui a regolare l’intensità in base alla velocità e alla luce ambientale. Una cosa in meno di cui preoccuparsi.

Registrazione, dati, luci. Per quanto riguarda l’elettronica c’è tutto quello che serve. Ora servono le gambe.

 

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