Otto di tredici (e test)

Ormai mi è chiaro che il vero popolo della notte è quello dei netturbini. Iniziate un giro in bici a qualche orario strano, diciamo intorno alle 6 di mattina, e loro saranno lì a farvi compagnia. Garantito.

Gente tosta i netturbini.

Ma gente tosta anche chi fa le prove generali dell’Everesting.

14 agosto, sveglia ore 4.10. Arrivo in macchina a Biella alle ore 5.40. Inizio della prima salita alle ore 6.03. La classica giornata di agosto a cazzeggiare sotto l’ombrellone.

Otto volte Oropa mi ha dato tante risposte, qualche indicazione e un po’ di morale per il 9 settembre.
Non è stato facile, tra grandine non prevista e umidità del 100%, ma è andata bene. I tempi tra il primo giro (salita + discesa) e l’ultimo non si sono allungati troppo: quattro minuti su un’ora sono assolutamente normali. La direzione è quella giusta, poi ci sarà da farne altre cinque, che non sono poche, ma una cosa alla volta.

Le (altre) cose che ho imparato oggi:

  1. Il meteo sarà un problema vero
    Tutte le previsioni possibili davano sole tutto il giorno, sia a Biella che a Oropa. Sta di fatto che la grandine in discesa, a mezzogiorno, non era prevista ma c’era.
    Oropa è una valle chiusa in cui si accumulano tutte le nuvole della pianura. Praticamente è brutto tutti i giorni. Speriamo nel 9 settembre.
  2. Ho mangiato e bevuto più o meno bene
    Sono arrivato alla fine ancora con tante energie da spendere. Ne parlerò con Paolo, ma questo test mi ha dato un’ottima indicazione di come alimentarmi durante l’Everesting.
  3. Oropa è la Cormano delle salite
    Lo avevo già detto l’altra volta, ma a partire dalle 10 di mattina il traffico è un elemento da considerare, soprattutto in discesa. Può allungare molto i tempi, in particolare per i camion (che però di domenica non dovrebbero esserci) e i pullman.
  4. Rapporti
    Oggi ho usato 34-50 davanti e un pacco pignoni da 30-11, con 30, 27, 24, 21 come rapporti più agili. Molto meglio di prima, sulle rampe al 15% servono tutti per evitare di pedalare a 50 rpm.
    Forse nelle ultime salite servirà anche un 32. Nel dubbio io lo avrò su una ruota di scorta. Dovesse servire sarà lì pronto all’uso.

Oropa scritte strada

Giornata positiva per mettere a punto le ultime cose. Ormai conosco a memoria tutte le scritte per terra, le reduci del giro 2017. Incredibile che ce ne siano più per Marco che per chi correva quel Giro.

Menzione speciale al Diretur che dalla quarta salita in poi è comparso a sorpresa per fare un po’ di assistenza. Si dice che l’ultima volta che ha seguito in macchina uno che andava così piano era parcheggiato fuori dall’hotel durante una sessione di rulli. 

Federico e Roberto Damiani

Tre giorni dopo è cambiato il mondo. Perugia, da Paolo per l’ultimo test e per decidere come impostare le ultime tre settimane.
Tra la prova ad Oropa e il test, in mezzo, tre giorni a Siena per il Palio. Tre giorni di vino, fiorentine, pecorino e tutto quello che vi può venire in mente di lontano dalla dieta di un atleta. E nove ore dormite in due notti. Il giusto approccio per un test disastroso.

E infatti. Valori pessimi, sia di potenza che di peso. Uniche consolazioni, un Vo2 max più alto e una percentuale di grasso più bassa di maggio. Segno che, al netto dei due giorni senesi, l’allenamento sta andando bene e la dieta ha prodotto più o meno i suoi frutti.

Tutto normale, ma fa comunque schifo vedere i numeri che vanno nella direzione sbagliata. Brutto, ma forse è anche un bene. Perché dopo la prova di Oropa non si deve correre il rischio di pensare che sia tutto scontato. Ci sono ancora tre settimane da fare bene per non buttare via tutto quello che è stato fatto fino ad ora.

Tre settimane a fare la vita da corridore. Mangiare bene, se possibile dormire e alzarsi presto per abituarsi agli orari dell’Everesting e allenarsi il giusto senza esagerare.
Tre settimane e sarà il 9 settembre. Questa volta non sarà una prova.

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