Quattro di tredici. E le otto cose che ho imparato oggi.

Non sempre si può fare tutto quello che si vuole.

Questa settimana avrei voluto prendere un giorno di ferie per venire da te nel giorno esatto di Oropa, la ricorrenza del 30 maggio 1999. Ma non sempre si può fare quello che si vuole e questa è stata una di quelle volte.

C’era da rimediare e lo abbiamo fatto oggi. Quattro volte Oropa perché bisognava esserci per celebrare l’anniversario. Ma anche quattro volte Oropa per fare un aperitivo della cena del 9 settembre e prendere le misure con la bestia che dovremo affrontare con pazienza, salita dopo salita, fino ad arrivare a tredici, per arrivare a 8848 metri di dislivello.

Sono state quattro ore un po’ mistiche, dove ho pensato a tutto e non pensato a niente. Dove mi sei venuto in mente tante volte e dove mi sono maledetto per queste ultime tre settimane fuori dagli schemi. Ma mi sono anche detto che anche tu, Marco, eri uno fuori dagli schemi, uno che quando c’era da divertirsi non ci pensava due volte. E allora forse queste tre settimane lasceranno qualche segno fisico, ma serviranno perché questa esperienza sia ancora più completa.

Quattro salite, delle tredici che saranno a settembre, in cui ho imparato dieci cose utilissime per l’Everesting.

  1. Serve almeno un dente in più
    Alla lunga neanche il 34×28 andrà bene. Ci sono troppi tratti che superano il 12-13% e non mi potrò permettere di pedalare per troppo tempo a 50-55 pedalate al minuto. L’agilità farà la differenza. Quindi via di 34×30. Anche se farà un po’ ridere.
  2. Il tempo di ogni giro
    Su quattro giri completi – salita e discesa – ogni volta ho perso un minuto e mezzo due. Sono partito da un giro da un’ora esatta per finire con un giro da un’ora e 6 minuti.
    Contato male, terrei presente di impiegarci 1h e 10 di media per ogni giro. Totale stimato quindi circa 15 ore.
  3. Ogni giro non sono 20 km
    Ho sempre fatto il conto di 10km di salita e 10 di discesa. In realtà ogni giro sono 20,75 km. Totale esatto quindi non 260 ma 270. Maledetti 750 metri.
  4. Il traffico
    Oggi era domenica, come lo sarà il 9 settembre. Pullman, moto e macchine che neanche in centro a Milano. Soprattutto per la discesa è stato (e sarà) un problema. Su quattro discese in tre ho perso almeno tre minuti per colpa delle auto.
  5. Il meteo
    Sole a Biella, pioggia ad Oropa. Le previsioni davano bello, ma Oropa è una conca che ferma tutte le nuvole che arrivano da Sud. Da tenere in considerazione per il 9 settembre. Ci fideremo del meteo, ma con un po’ di diffidenza.
  6. Acqua
    Check fontane fatto. Praticamente ogni kilometro una fontata. Di sicuro ci sarà qualcuno a passarmi qualche borraccia, ma in caso di emergenza ora so dove andare a cercare.
  7. Sarà durissima
    E’ vero, vengo da un periodo di allenamento di carico, quindi normale essere imballati, e di vita non da alteta, quindi normale essere un po’ appesantiti. Ma quanto è stata dura oggi! Solo 2800 metri di dislivello, ma farli in questo modo, su queste pendenze, è tutta un’altra storia. Sarà durissima farne 8848.
  8. Repetita iuvant
    Oropa era una salita che avevo fatto già due volte. Una ad agosto 2017, una a gennaio 2018, per l’inizio di 98double. Mai mi ero accorto che esiste un segno – chiamarlo monumento mi sembra un po’ troppo – che indica il punto esatto della caduta di catena. Non proprio bellissimo, ma sarà un altro segno che mi farà pensare a te in queste 15 ore di agonia e sofferenza.

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