Giro, 20 anni dopo

Il Giro d’Italia è ovviamente una delle due componenti della doppietta che vogliamo celebrare con 98double. E proprio per questo non possiamo lasciare che il Giro 101 parta inosservato e a fari spenti da Gerusalemme.

Utilizzeremo il Giro di quest’anno, in realtà, per riscoprire insieme quello del 1998, come normale, ma non solo. Durante Maggio e Giugno ricorreranno tanti anniversari delle imprese di Marco che hanno fatto di lui un Campione. Una su tutte quella di Oropa, che occupa un posto particolare in 98double.

Pantani podio giro 1998

Proprio per questo motivo, in realtà, il nostro Giro partirà il 17 maggio. Perché il Giro di Marco, e tutti quelli degli anni ‘90, era un paio di settimane in ritardo sulle tabelle di marcia più moderne. Dal 17 maggio al 7 giugno per spingersi un po’ di più verso l’estate e per aggiungere alla festa del Giro quella per la fine della scuola: tripudio di gioia per tutti i bambini d’Italia festeggiare la Rosa e sapere che, di lì in poi, si sarebbe giocato “al Giro d’Italia” tutti i giorni, in una corsa a tappe di tre mesi.

Non parleremo di cronaca quindi, non è questo il motivo per cui è nato 98double. Parleremo di aneddoti, storie e successi di Marco al Giro, ma non si può fare a meno di notare quanto (poco) si assomigliano il Giro del 1998 e quello del 2018.

Partenza. Gerusalemme quest’anno, una più modesta e abbordabile Nizza il ‘98, entrambe fuori confine.  Anche se parlando di estero, vent’anni fa anche Svizzera e San Marino sono state protagoniste. Sempre a vista dogana, ma pur sempre un Giro piuttosto internazionale per i tempi.

Fine a Milano nel ‘98 e fine a Roma nel ‘18. Nemmeno un arrivo di tappa in comune, 3811 km uno, 3562 l’altro, 18 squadre in uno, 22 nell’altro.

Solo una cosa lega questo al Giro del 1998 ed è proprio la (possibile) doppietta, il double, quella che nessuno dopo Marco è riuscito a portare a termine. Ma anche qui, in questo tentativo, tra Froome e Pantani ci sono tutte le differenze del mondo.

1.86 per 69kg uno, 1.72 di altezza per 57kg l’altro. Uno preciso, metodico, numerico. Ossessionato dai numeri del misuratore di potenza. L’altro che faceva un test all’anno e che poi andava a sensazioni, che tanto quelle bastano. Uno che al Giro praticamente non ci è mai stato, l’altro che non fosse stato per la sfortuna e un po ‘di inesperienza il Giro lo avrebbe vinto molto prima.

Chris che programma la doppietta da prima dell’inverno e ne ha fatto l’obiettivo di Stagione, Marco che finito il Giro era già in vacanza a mangiare piadine e a far serate in Riviera e al Tour proprio non ci aveva pensato. Non fosse poi cambiare idea a una settimana dalla corsa, perchè lo aveva promesso a Luciano Pezzi. E le promesse vanno mantenute, anche con chi se ne va e ci lascia al vento da soli a tirare.

(Photo Alessandro Trovati Pentaphoto/Mate Image)

Potremmo andare avanti ancora e ancora. Ma basta così. Curioso però che sia proprio quest’anno il tentativo di ripetere quello che da vent’anni non è riuscito a nessuno.
Due Giri diversi, due anni diversi, accomunati forse dallo stesso esito. Sapremo a Roma, tra tre settimane, se la doppietta dopo Pantani rimarrà intoccabile o se dovremo aspettare fino a Parigi.

Per ora godiamoci questo Giro, nell’attesa di rivivere insieme quello del 1998.

[cover image: @alessandro_trovati – PentaPhoto]
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